Via da Gormenghast: gli anni erranti del conte Tito
di Elisabetta Rossi • mar 8th, 2010 • Letteratura
Ultimo volume della trilogia di Gormenghast, Titus alone è stato tradotto e pubblicato per la prima volta in italiano nel 2009 con il titolo Via da Gormenghast. E’ l’ultimo tassello dell’elegante mosaico costruito dall’arte di Mervyn Peake, pubblicato postumo sulla base di un lungo lavoro filologico sulle tre copie manoscritte.
Avevamo lasciato Tito ai confini della sua terra amata e odiata, incerto sul cammino da percorrere, tra la tradizione che lo vorrebbe sul trono della polverosa Gormenghast o alla scoperta di un mondo sconosciuto: e qui Peake ce lo fa incontrare di nuovo, in un ambiente desertico e non meno straniante della sua patria, con la luna in faccia e una gran confusione in testa.
Iniziano per Tito gli anni erranti, cui corrisponde una narrazione più disgiunta e magmatica, che ci mostra personaggi ambigui, che di Gormenghast non hanno mai sentito parlare e presso i quali Tito è una variabile mobile, che sconquassa il loro precario equilibrio: così per il corpulento Musotorto, per la dolce Giuna (subito innamorata di Tito), per gli abitanti profughi del Sottofiume, per la bella e isterica Ziita, sconvolta quando né il suo fascino, né le sue arti riescono a trattenere il giovane Conte. E Tito, sempre più emarginato in un vasto mondo dove imperano l’incomprensione e il nonsense e dove ogni sentimento conduce all’obsolescenza, anche l’amore.
La prosa sempre elegante e caustica di Peake, lungi dallo sfilacciarsi sul finale della sua opera, dipinge un mondo che, pur al di fuori dei rigidi e stantii cerimoniali di Gormenghast, fanno di Tito una scheggia rotolata da una montagna che nessuno conosce: si rinnovano le atmosfere kafkiane e asfittiche, che riescono a togliere aria anche dagli spazi aperti, a far infine rimpiangere a Tito la compattezza dell’infame rocca natia, a condurlo verso un finale tanto semplice quanto insospettabile.
Riferimenti bibliografici
- Mervyn Peake, Via da Gormenghast, Adelphi , Milano 2009
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Elisabetta Rossi - Collaboratrice del Pendolo nelle sezioni letteratura, cinema e teatro. Malinconicamente divertita, fissa la luna in attesa che Astolfo torni giù riportandole il suo senno chiuso in un’ampolla di cristallo.
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