Donne in musica nei concerti di Vivaldi
di Monica Sanfilippo • feb 8th, 2010 • Letteratura, Musica
Antonio Vivaldi (Venezia, 1678) fu il violinista e compositore più in auge della prima metà del Settecento, eppure, dopo la sua morte, avvenuta in povertà a Vienna (1742), la sua musica cadde nell’oblio. Fu solo in seguito alla riscoperta moderna della musica di Johann Sebastian Bach che il nome di Vivaldi riacquistò gradualmente notorietà a partire dalla constatazione che molte melodie di concerti del compositore veneziano erano state studiate e riadattate dal grande maestro dell’arte della fuga. Il “prete rosso”, così ricordato per la capigliatura ramata, fu al servizio come maestro di violino e dei concerti, all’Ospedale della Pietà, il rinomato orfanotrofio femminile veneziano, a cui resterà legato, pur saltuariamente, per tutta la vita. Ed è proprio qui che è ambientato l’ultimo Premio Strega della narrativa italiana (luglio 2009), Stabat mater di Tiziano Scarpa.
Protagonista è la sedicenne Cecilia, orfana dell’Ospitale, che di nascosto scrive alla madre inesistente scavando nelle viscere della propria identità. Ma non trova risposta, se non attraverso la musica. Cecilia suona abilmente il violino, e presto dovrà eseguire le musiche “bizzarre” del nuovo maestro giunto all’orfanotrofio, Don Antonio. Brano clou del libro di Scarpa è la serie dei concerti vivaldiani, Le Quattro Stagioni.
In Stabat Mater l’immaginario letterario fa sì che Le Stagioni siano scritte da Don Antonio per la migliore delle sue allieve, Cecilia. “Sono stata attraversata dal tempo e dallo spazio”, confessa la fanciulla eseguendo le composizioni del Maestro. “Alla fine ero stravolta, in un’ora io sono stata musicalmente grandine, musicalmente afa, musicalmente gelo”. La capacità musicale di essere ogni elemento della natura, la conduce infine ad essere se stessa, preludio alla libertà. La storia di Cecilia, narrata con estremo e avvincente lirismo, è un percorso di emancipazione femminile sì romanzato, ma ispirato ad un destino possibile di molte “putte” della Pietà, per le quali Vivaldi compose realmente e alle quali la sua musica probabilmente aprì uno spiraglio, un marito, un mestiere, una vita.
Riferimenti bibliografici
- Mario Baroni, Musica barocca tra Sei e Settecento, in AA. VV., Storia della musica, Torino, Einaudi 1988
- Tiziano Scarpa, Stabat Mater, Torino, Einaudi 2009
Riferimenti discografici
- Antonio Vivaldi, The four seasons, Giardino Armonico, Worner Classics 2009
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Monica Sanfilippo - Indecisa tra sentimento e ragione, studia musica e filosofia.
Dopo un Dottorato in Storia e Critica dei Beni Musicali, insegna per vivere e scrive per passione. Adora i suoi alunni, la natura e i borghi medievali d’Italia.
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