I personaggi di Irvine Welsh ai margini della vita

di Alessio Iovino • gen 29th, 2010 • Letteratura

Irvine Welsh viene considerato dalla critica un erede di Louis-Ferdinand Céline. I suoi romanzi, attraverso una prosa tanto violenta quanto irriverente, raccontano le vicissitudini di personaggi che vivono ai margini della società, in perenne conflitto con le sue imposizioni. Drogati, spacciatori, ubriaconi, delinquenti di ogni genere. La prosa di Welsh si alimenta di disfatte, di gesti degradanti, di miserie che non conoscono redenzione. E, come avviene con Céline, è caratterizzata da una spietata ironia che mette in luce gli aspetti grotteschi di ogni situazione, per quanto tragica possa essere.
Il romanzo più famoso di Welsh è Trainspotting, che racconta la storia di un gruppo di ragazzi che sopravvivono al limite della legalità tra la città di Londra e quella di Edimburgo.

La trama di Trainspotting procede in maniera non lineare: storie distinte si intrecciano tra loro fino a formare un insieme compatto. Renton, Sick Boy, Begbie e gli altri desiderano tutto tranne un’esistenza normale. Devono fare i conti principalmente con il problema della droga: ne hanno un disperato bisogno e tentano di procurarsela in ogni modo, lecito e illecito.

La droga è difatti il fulcro del romanzo: lo scrittore si sofferma a descrivere la tragica realtà di chi deve assumerla tutti i giorni, tra le crisi di astinenza, i problemi fisici e mentali che comporta. Tuttavia, per questi individui la droga è anche una forma di ribellione: un modo per svincolarsi dalla società borghese e dalle sue assurde costrizioni. Ma sono tantissimi i temi trattati da Welsh in questo libro: l’amicizia, l’amore, persino la solidarietà tra gli uomini. Perché, proprio nel momento in cui sembra non esserci più speranza, i personaggi di Welsh riescono a mostrare tutta la loro straordinaria umanità.

Riferimenti bibliografici

  • Irvine Welsh, Trainspotting, Guanda, Milano 1993

Alessio Iovino -
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