Brecht e la triste verità di Galileo

di Maria Teresa Biscarini • gen 15th, 2010 • Letteratura, Teatro

La verità è figlia del tempo non dell’autorità”. Con questa affermazione il Galileo di Brecht lancia un monito fondamentale nell’eterno scontro tra scienza e dogma di fede. La scienza potrà progredire nel tempo solo se libera e non costretta da pregiudizi. Una chiara critica al cosiddetto Principio di autorità(1) che fa di Galileo l’icona dello scienziato che si batte per l’indipendenza della scienza. Indipendenza che lo condurrà a provare che la terra non è al centro dell’universo e che non è il sole a girarle intorno. Verità che però sarà costretto ad abiurare per evitare le torture e il rogo dell’Inquisizione. Posizione tra le più laceranti per uno come lui che aveva affermato che “chi non conosce la verità è uno sciocco, ma chi, conoscendola, la chiama bugia, è un delinquente”. Un dramma dunque che deve aver avuto molto significato per lo stesso Brecht che arrivò a ben tre rielaborazioni dell’opera(2).

Un capolavoro ricco di sfumature e chiaroscuri che se da un lato fanno sentire la condanna di Brecht all’abiura di Galilei; dall’altro lasciano intuire che in quella sconfitta c’è la salvezza delle scoperte realizzate. Così quando Andrea, l’allievo prediletto, andrà a salutare il maestro ormai vecchio, prima di partire per l’Olanda(3), si vedrà consegnare il testamento di Galileo: “I Discorsi sulle scienze nuove”. E sarà proprio in questo frangente che l’allievo tenterà di consolare lo studioso affermando che I Discorsi sono stati scritti grazie all’abiura che l’ha tenuto in vita. Un escamotage di poco impatto se sarà lo stesso Galileo a dire che non è così, che hanno vinto gli altri, che un’opera scientifica non può essere scritta in solitudine, da un uomo solo. “Se io avessi resistito, – sarà ancora lui a dire – i naturalisti avrebbero potuto sviluppare qualcosa di simile a ciò che per i medici è il giuramento d’Ippocrate: il voto solenne di far uso della scienza ad esclusivo vantaggio dell’umanità”.

Riferimenti bibliografici

  • Bertolt Brecht , Vita di Galileo, Einaudi, Torino 2005

Note

  1. L’espressione Principio di autorità si riferisce, in termini filosofici, al valore decisivo assunto, nella risoluzione delle controversie filosofiche, dal ricorso alla citazione di testi e fonti considerate particolarmente autorevoli. Autorità indiscussa al di sopra di ogni altra era la Bibbia il cui autore si presumeva essere Dio stesso.
  2. Tra il 1938 e il 1943.
  3. Paese libero che dà spazio alla ricerca

Maria Teresa Biscarini - Collaboratrice del Pendolo nella sezione Teatro pasteggia con libri, autori e legislatio, mentre i suoi personaggi cercano un editore che, ci auguriamo, possa chiamarsi tutto fuorché Godot!
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