La morte nel teatro pre-shakespeariano

di Francesca Targa • dic 20th, 2006 • Teatro

La morte nel teatro pre-shakespearianoNel Medioevo esisteva un sentimento di familiarità con la morte, che non provocava paura, né disperazione ma veniva accettata con un atteggiamento a metà strada tra la rassegnazione passiva e la fiducia mistica, considerata parte centrale della vita, motivo di paura e desiderio di conoscenza.
Presto La morte divenne soggetto prediletto delle più svariate forme d’arte, tra le quali anche e soprattutto, il teatro. Il teatro inglese medievale trovò necessaria perfino l’introduzione di figure allegoriche come Death per impartire regole di comportamento imperniate sulla morale cattolica. La ragione del successo teatrale della messa in scena della morte è la forza emotiva che trasmetteva agli spettatori di qualsiasi classe e ceto sociale, senza distinzioni.

Con il tempo assume crescente importanza anche la messa in scena della violenza. I drammi minori come “Cambises”, “Apius and Virginia” e “Gismond of Salerne”, presentano scene di morte senza tralasciare o risparmiare nessun dettaglio . Spargimenti di sangue invadono la scena, il palcoscenico accoglie esecuzioni, omicidi, suicidi, impiccagioni…tutto accompagnato da particolari necessari ad impressionare gli astanti.
Successivamente il teatro si affina, Gorboduc come prima tragedia inglese, presenta per la prima volta i versi sciolti e lascia alle parole il compito di descrivere tutto quello che avviene. Dal morality play che insegna a capire la vita attraverso la comparsa in scena di Death e che infonde fiducia ricordando la possibilità di un’altra vita dopo la morte, si passa alle prime tragedie prodotte dopo la Riforma Protestante che risentono fortemente dei cambiamenti in campo religioso che questa ha provocato.

La violenza entra in scena indisturbata, non c’è più la rigida morale cattolica da osservare, al contrario adesso è possibile peccare senza il timore della redenzione. La morte nelle tragedie antecedenti a Marlowe può entrare in scena anche come sola dimostrazione, i personaggi informano il pubblico sulla gravità del loro stato, descrivono l’atrocità delle sofferenze che provano…Marlowe è stato il primo a capire come servirsi della morte per creare un metodo di messa in scena che poteva essere naturale ed allo stesso tempo efficace sul pubblico. Nelle tragedie: “Tamburlaine e The Spanich Tragedy” la morte è messa in scena in modo crudo e realistico e talvolta ci sono anche descrizioni dettagliate che la accompagnano.
Si hanno due eroi molto diversi tra loro: Tamburlaine è un personaggio che incarna la potenza e la scelleratezza, la sete di conquiste e quello che prova è solo rimpianto verso tutto ciò che adesso è costretto ad abbandonare. Hieronimo è vittima delle conseguenze dell’uccisione di Horatio e saprà trovare il modo di compiere la sua vendetta personale facendovi assistere tutti i presenti, compresi attori e pubblico.

Approfittando della finzione teatrale si libera dal peso della vendetta e dell’ingiustizia subita. In entrambi gli esempi non c’è pentimento, si agisce solo per vendetta, oppure per arricchirsi di fama e potere, non importa quali saranno le conseguenze e quante vite dovranno essere sacrificate.

Francesca Targa -
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