L’ineluttabilità interiore in Moravia e Kafka
di Alessandra Lamboglia • giu 15th, 2007 • Letteratura
Certamente curioso potrebbe apparire il paragone fra due dei protagonisti della letteratura mondiale del Novecento: Alberto Moravia e Franz Kafka. Eppure, a ben guardare, un sottile file rouge esistenziale congiunge la loro intera produzione artistica. I protagonisti delle loro opere sono medio borghesi che, pur lottando contro le avversità che di volta in volta l’esistenza gli para davanti, alla fine, inermi, vi soccombono, finendo per seguire un ineluttabile disegno del destino; un destino non certo metafisico e trascendente, ma immanente e figlio della società borghese del loro tempo. Michele, Dino, Josef K., Gregor Samsa, sono tutti figli e vittime dell’impari lotta tra dimensione pubblica e privata. L’impossibilità di relazionare la propria individualità alle regole opprimenti di una società civile borghese, sorda, piatta e degenerata nell’ossessione della ricchezza e del potere, porta i protagonisti a inutili rivoluzioni contro l’amara, decadente e viziata realtà.
Ognuno di loro espia la propria colpa di vivere in maniera via via sempre meno ribelle, accettando alla fine il proprio fato meschino, a volte spinti sino al paradosso più estremo: così Michele (Gli Indifferenti), dimenticherà di caricare la pistola con la quale sconfiggere il suo nemico simbolico; Dino (La noia) dovrà arrivare a un tentato suicidio per comprendere che, proprio l’amore verso colei che quel gesto aveva generato, rappresentava la salvezza contro la noia; Gregor Samsa (La metamorfosi) mostrerà all’universo intero le conseguenze più estreme dell’umiliazione suprema a cui può giungere la razza umana e Josef K. (Il processo) finirà addirittura per accettare di essere giustiziato, pur di pagare una colpa attribuitagli, senza ragione, dalla società.
Riferimenti bibliografici
- Alberto Moravia, La noia, Bompiani, Milano 2001
- Alberto Moravia, Gli Indifferenti, Bompiani, Milano 2000
- Franz Kafka, Il processo, Mondadori, Milano 1971
- Franz Kafka, La metamorfosi, Rizzoli, Milano 1998
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Alessandra Lamboglia - Collaboratrice indisciplinata ma entusiasta, pianista purtroppo poco praticante. Affetta da sindrome da lettura compulsiva, per fortuna inguaribile. Perennemente “Alla ricerca del tempo…libero!”
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