Luoghi del dolore a Berlino: il Museo ebraico

di Matteo Ferrario • ott 28th, 2009 • Arte

Il Museo ebraico realizzato da Daniel Libeskind a Berlino ha con ogni probabilità raggiunto l’apice della sua potenza evocativa nel periodo immediatamente successivo all’inaugurazione (2001), quando era ancora vuoto e le “ferite” di luce erano libere di attraversare oblique i paramenti murari, rendendo la successione di stanze spoglie un vero e proprio percorso emozionale e sensoriale, assimilabile a una gigantesca installazione.
Paradossalmente, la funzione di contenitore espositivo sembra aver invece snaturato spazi più votati al silenzio e alla memoria. I maggiori spunti di interesse vengono così dai luoghi “inutili” della struttura: la Torre dell’Olocausto, un claustrofobico spazio a pianta trapezoidale ricavato in un prisma di cemento che riceve luce solo dall’alto, e il Giardino dell’Esilio dedicato a E.T.A. Hoffmann, in cui si staglia una foresta di pilastri in cemento coronati da alberi.

Questo spazio racchiuso tra alte mura, ma a cielo aperto, riesce dove parzialmente ha fallito il Monumento in memoria dello sterminio degli Ebrei in Europa, altra importante opera berlinese realizzata da Peter Eisenman. Una maglia ortogonale di stele in cemento dalle diverse altezze e inclinazioni offre infiniti percorsi apparentemente simili tra loro, ma in realtà mai identici per via delle variazioni di quota dei percorsi e del mutevole skyline di questo paesaggio pietrificato. L’intento provocatorio di questa architettura, impressionante in una vista a volo d’uccello, si scontra inaspettatamente con la presenza umana: se nella Torre di Libeskind si è invitati a fermarsi e cercare una propria intimità con l’oggetto della commemorazione, l’esperienza di perdersi tra i prismi di Eisenman può essere così poco disturbante da far pensare a uno spettacolare gioco su scala urbana.

Riferimenti bibliografici

  • Livio Sacchi, Daniel Libeskind. Museo ebraico, Berlino, Testo & Immagine, 1998
  • Peter Eisenman, Contropiede, Skira, Milano 2005
  • Vincenzo Trione, L’agorà di pietra disegnata da Peter Eisenman è oltre il confine, «L’Unità», Nuova Iniziativa Editoriale, Roma 10 maggio 2005

Link esterni

Museo ebraico di Berlino

Monumento in memoria dello sterminio degli ebrei in Europa

Matteo Ferrario - Dopo la laurea in architettura ha fatto una serie di cose più o meno sensate tra cui il progettista e l'assistente universitario. Non ha fatto invece il pugile o il portiere di notte o altri mestieri da vero scrittore. Ma non ha mai smesso di scrivere, e ha pubblicato vari racconti off e on line.
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