L’identificazione del Doriforo di Policleto
di Alessandra Casamirra • mag 9th, 2007 • Arte, Letteratura
L’identificazione del Doriforo di Policleto è merito della Scuola Archeologica Filologica tedesca. Friederichs, in un suo scritto del 1863 appartenente alla serie dei Programmi festivi per Winckelmann, riconosce la statua in una copia del Museo di Napoli. Nota che esistono numerose repliche di questo tipo atletico e che si tratta di un originale bronzeo per le caratteristiche della capigliatura e la presenza di puntelli nella copia in marmo. Studia la composizione della figura analizzandone il “chiasma”, ovvero le masse del corpo che si corrispondono a X creando equilibrio e possibilità di movimento. Scorgendo ancora qualche traccia di arcaismo, esclude si possa trattare di un’opera di Lisippo, di cui si era già identificato l’Apoxyomenos, e risale dunque dal IV al V secolo a.C., in cui le fonti pongono Policleto.
Riscontra in particolar modo in Plinio le caratteristiche della statua e arriva alla conclusione di aver individuato il cosiddetto canone policleteo. A causa dell’imprecisione linguistica di una fonte enciclopedica come la Naturalis Historia (1), in cui l’autore riporta espressioni retoriche del tardo ellenismo, trovandosi spesso a dover latinizzare desinenze greche o coniare nuovi termini senza corrispondenza latina, particolari studi si sono condotti sull’interpretazione della stessa fonte. Ferri, ritraducendo in greco il testo pliniano, cerca il significato esatto di termini come “signa quadrata” inizialmente interpretati come “statue squadrate”. Lo studioso dimostra che gli aggettivi corrispondenti a “quadratus” sono in realtà “tetràgonos” e il sinonimo “tetràcholos”, e che la corretta traduzione è dunque: “statue composte in base ad un ritmo chiastico, tetradico”. Stilisticamente la migliore replica del Doriforo è quella in basalto degli Uffizi, purtroppo assai frammentaria.
Riferimenti bibliografici
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R. B. Bandinelli, Introduzione all’archeologia, Laterza, Roma-Bari 1976
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R. B. Bandinelli (a cura di), Policleto, Fonti n. 21, Sansoni, Firenze 1938
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G. Becatti, L’arte dell’età classica, R.C.S. Libri & Grandi Opere S.p.A., Milano 1995
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S. Ferri (traduzione e note a cura di), Plinio il Vecchio. Storia delle arti antiche, Palombi, Roma 1946
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K. Friederichs, Il Doriforo di Policleto, XXIII Programmi Festivi per Winckelmann (WPr) , Bessersche Buchhandlung, Berlino 1863
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Note
- Plinio, Nat. Hist. XXXIV, 55
Alessandra Casamirra -
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