I Nazareni e il nuovo Rinascimento
di Elisa d'Agostino • set 29th, 2009 • Arte
Di origine tedesca ma di adozione italiana, i Nazareni sono senza dubbio gli artisti più originali e impetuosi della scena romantica internazionale. Il gruppo, capeggiato dai viennesi Friedrich Overbeck e Franz Pforr, ebbe tra i suoi seguaci anche Ludwig Vogel, Konrad Hottinger, Josef Wintergerst e Joseph Sutter. Nel 1809 fondarono la Confraternita di San Luca e nel 1810 si stabilirono tutti a Roma con lo scopo di recuperare l’arte del primo Rinascimento italiano la cui classicità e purezza si avvicinava al loro ideale di ritornare ai saldi valori etici e civili del medioevo, letti alla luce di uno spirito patriottico. Tra le opere più note dell’Overbeck, infatti, si ricorda la tela Italia e Germania in cui la complicità tra le due donne simboleggia la vicinanza spirituale tra i due paesi.
Il nome “Nazareni” fu loro dato nel 1817 probabilmente sia in riferimento al loro aspetto (vestivano abiti medioevali e portavano i capelli lunghi come nella più classica iconografia di Gesù), sia per la prospettiva religiosa. La loro arte, pertanto, si sofferma su temi religiosi e allegorici, con un recupero delle tecniche antiche. Numerosi sono infatti gli affreschi eseguiti dal gruppo come quelli del Casino Massimo a Roma in cui, su commissione del marchese Carlo Massimo, furono dedicate tre stanze ai grandi poeti italiani Dante, Ariosto e Tasso, o quelli, sempre a Roma, del salone di Palazzo Zuccari proprietà di Jacob Salomon Bartholdy con scene dell’Antico Testamento.
L’uso del colore caratterizzato da una linea definita e da tonalità accese richiama i grandi maestri del Cinquecento, da Raffaello a Beato Angelico a Perugino. Particolare è poi il recupero del ritratto secondo modelli rinascimentali quali la figura in primo piano di tre quarti, la cornice esterna, il paesaggio sullo sfondo.
Riferimenti bibliografici
- Gianna Piantoni, Stefano Susinno (a cura di), I Nazareni a Roma, De Luca Editore, Roma 1981
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