Il trionfo dell’uomo nel fregio di Beethoven di Klimt
di Luna d'Ecate • set 23rd, 2009 • Arte
L’arte come unica potenza salvifica. Un’opera che potesse comprendere tutte le forme dell’espressività in modo da riaffermare e celebrare la dignità umana: questo è il grande intento che si pone Il fregio di Beethoven di Klimt, progettato nel 1902 come cornice per il monumento dedicato da Max Klinger al compositore, in occasione della XIV mostra della Secessione viennese. L’omaggio al musicista era dovuto alla sua aderenza all’ideale di persona e di artista che i secessionisti ricercavano, favorita da un processo di mitizzazione di Beethoven che aveva portato a una vasta produzione letteraria sul suo conto, in primis il celebre Scritti su Beethoven di Wagner, in cui ritroviamo le idee di Schopenauer sulla musica come espressione diretta della coscenza del mondo e dei suoi fenomeni, compresi dall’uomo in quanto parte di questa natura.
Klimt recupera questi pensieri per darne una figurazione magniloquente, illustrando l’opera maggiore del musicista, la Nona Sinfonia, seguendo la lettura che Wagner ne aveva dato. Ci vengono così presentati quattro pannelli, dove un cavaliere fiero e magnifico in un’armatura-gioiello, simbolo dell’essere nobile e puro (in un superomismo dal sapore nietzechiano), risponde alla preghiera di una umanità invece nuda, spoglia ormai di quell’ elevazione spirituale che la contraddistingue, di combattere per recuperare i propri valori, capaci di riportarla alla felicità che essa è in grado di raggiungere.
Vediamo quindi le forze avverse all’uomo, i nemici: i vizi, rappresentati da quelle “femmes fatales”delle figuarzioni klimtiane, che trascinano l’essere nella materialità che lo strappa dal suo stato divino. L’uomo riucirà a sconfiggerle grazie all’amore, un bacio celeste, riunendosi così in quel canto di fraternità e gloria del celebre Inno alla gioia.
Riferimenti bibliografici
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Gilles Nèret, Klimt, Taschen, Milano 2000
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Richard Wagner, Scritti su Beethoven, Le lettere, Firenze 1991
Luna d'Ecate - Collaboratrice del Pendolo nelle sezioni arte e musica, saltella tra sogni e pitture e fugge dalle cavallette; nel tempo libero fa surf con il divano del soggiorno e brucia risotti agli zucchini.
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