Follia e mimesi nella Lucia di Lammermoor
di Anna Rita Longo • feb 27th, 2007 • Musica
I folli accenti della protagonista della Lucia di Lammermoor di Gaetano Donizetti riportano facilmente alla memoria i vaneggiamenti dell’Ofelia shakespeariana che, ferita nel suo amore, delusa nelle proprie speranze, scivola verso la tragica fine: l’abbandono al gelido abbraccio delle acque di un lago.
Come Ofelia, Lucia è una creatura dagli slanci che tendono al parossismo: l’amore che prova è di un’intensità tale da non permettere epiloghi meno che tragici e, come un’altra eroina shakespeariana, Giulietta, si tratta di un amore mal diretto, indirizzato verso il nemico. Lucia promette amore a Edgardo nonostante ci sia un odio antico tra le due famiglie ed è pronta a tutto, anche a una lotta impari contro il fratello, Enrico, che l’ha destinata in sposa a un altro uomo, Arturo. Come vincere una determinazione così forte, un carattere incapace di concepire sentimenti deboli?
Enrico adopererà l’inganno: farà leggere a Lucia una finta lettera che Edgardo avrebbe indirizzato a un’altra donna. Convinta dell’incostanza dell’amato, Lucia si piega al volere del fratello e sposa Arturo, non senza invocare su di sé il conforto della morte. Ma ecco che la liberazione viene preceduta dalla follia. La mente di Lucia non può accettare l’idea di aver sposato un altro: la giovane compare sulla scena con gli abiti insanguinati e stringendo tra le mani il pugnale con il quale si è liberata di Arturo, l’usurpatore che le impedisce di ricongiungersi al suo Edgardo. Poi, in un delirio di note nel quale il soprano sembra chiamare a uno a uno e, a uno a uno, rispondere ai singoli strumenti dell’orchestra, Lucia si vede sposa accanto a Edgardo sull’altare e canta la sua folle gioia, in un’aria che ha reso temibile quest’opera presso le interpeti, a causa della sua difficoltà tecnica. Ma la Lucia è anche l’opera nella quale la musica si fa concretamente mimesi del reale, quella nella quale la natura si fa nota. Chi potrebbe dire, infatti, di non sentire scorrere davvero l’acqua nella scena della fonte?
- Lucia di Lammermoor con Maria Callas e Piero Cappuccilli, EMI Classics.
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