Verlaine: voluptas dolendi e bisogno di significato

di Alessandra Casamirra • dic 16th, 2006 • Letteratura

VerlaineVerlaine trasferisce le misteriose corrispondenze che Baudelaire aveva vissuto in senso eroico e titanico, in una musicalità colma di voluptas dolendi. È questa che porta a una dissoluzione dell’animo nella poesia. Il senso di finitezza corporale, del peccato, ossessiona la vita del poeta: in Verlaine, rispetto a Baudelaire, si avverte qualcosa di più languido in una dimensione più vaga, crepuscolare. Come dirà in Langueur (“Je suis l’Empire à la fin de la décadence”) questo senso di crisi si tramuta nel bisogno di abbracciare una certezza: la moglie. Mathilde diviene perciò il mezzo della normalizzazione delle tendenze isterico-psicotiche del poeta. Gli porta la purezza candida: è l’être de lumière che lo aiuterà a illudersi di poter vincere i suoi demoni.

L’idillio con la moglie tuttavia dura poco: quando Verlaine conosce Rimbaud, abbandona Mathilde per vagabondare in Inghilterra e Belgio, fissando le sue impressioni in Romances Sans Paroles. L’ambiguità psichica dell’autore nell’allucinazione di quest’opera continua ad alternare confusamente la figura di Mathilde a quella di Rimbaud. Il suo io si esorcizza nella musica per dissolvere le psicosi nei ritmi. Verlaine traveste i suoi paesaggi poetici di una tensione sensibile e sensuale, divisa fra la voluttuosità e il bisogno di una vita serena. Come in Petrarca, il suo cuore ormai corrotto cerca il candore perduto. Dopo il rifiuto della moglie e il ferimento di Rimbaud, Verlaine si dedica in carcere a una produzione religiosa in cui la salvezza di sé diviene la croce: Gesù è facilmente avvicinabile al ruolo di Mathilde e costituisce la momentanea salvezza. Verlaine fugge e trasla la sua inquietudine nella moglie, nella religione e nella poesia, evidenziando un intimo bisogno di significato. Verlaine, si scopre come Pierrot, solo davanti alla propria dissoluzione, in cui, incapace di redenzione, unisce sensualità e misticismo nella melica del ritmo poetico.

Riferimenti bibliografici

  • Verlaine, Poesie, Garzanti, Milano 2005