Musica | Stefano Russo
La musica europea: in principio fu il canto gregorianoikoniIn un’epoca in cui la religione è vista dal mondo intellettuale come un freno alla crescita culturale è curioso notare come le origini di tutte le arti nell’Europa occidentale siano da ascriversi a un contesto religioso.
Superate infatti le origini antiche (solitamente greco-romane) tutti i manuali passano ad affrontare l’arte medievale che nasce e si svilupa in contemporanea all’Europa così come la conosciamo oggi.
Il cantico delle creature di San Francesco in letteratura, il romanico in arte, il dramma sacro in storia del teatro, il canto gregoriano in quella della musica sono i tanti “capitoli 1″ e non è difficile cogliere il contesto in cui questi generi hanno trovato origine.
Il canto gregoriano è la prima forma musicale di cui possediamo non solo fonti indirette ma anche i “testi” ovvero le partiture, avendo esso sviluppato un proprio sistema di segnatura musicale, antesignano di quello moderno.
Il suo nome deriva da quello di papa Gregorio I Magno che, sul finire del VI secolo, nella sua grande opera di riorganizzazione della Chiesa, provvide a creare un “repertorio” raccogliendo, sistemando e, talvolta, componendo le musiche su cui cantare nei vari riti le preghiere, le orazioni, le antofone, i cantici, i salmi.
I suoni sono originariamente rappresentati con una sorta di “stenografia”, detta notazione neumatica perché basata su neumi, segni che traggono origine dagli accenti grammaticali, segnati sul testo.
Successivamente tali segni verranno trasportati in un sistema di quattro righe orizzontali sovrapposte che fisserà chiaramente altezza e intervalli dei suoni passando così da una notazione detta chironimica (senza righe di riferimento) ad una diastematica, preparando l’avvento della chiave musicale.
A partire dal XIII secolo i neumi cominceranno ad assumere maggiore definizione con dai segni di forma quadrata che poi, arrotondandosi, daranno vita alle moderne note musicali.
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